Terapia molecolare

Utilizzare i chinoni di Koch

L'introduzione di questa pagina nel contesto del tema trattato trova riscontro nella necessità di porre le basi fisiologiche e biochimiche delle principali reazioni organiche. Purtroppo il linguaggio tecnico adottato rappresenta qui una difficoltà ineludibile, non me ne vogliano i lettori.

La degradazione delle macromolecole a funzione nutritiva (polisaccaridi, lipidi, proteine) avviene ovviamente per stadi... Nel primo i polimeri vengono vengono degradati in monomeri, nel secondo i monomeri subiscono la trasformazione in AcetilCoa, nel terzo dal ciclo di Krebs si produce CO2 e FADH. La riossidazione del NADH conduce alla formazione di ATP e H2O.

Nel ciclo di Krebs le otto reazioni enzimatiche ossidano l'AcetilCoa, che deriva dal Piruvato, in CO2 e H2O. NADH e FADH2 formatisi, per ossidazione originano ATP. La catena respiratoria ha sede nella membrana mitocondriale interna e rappresenta il principale tramite ossidativo per la formazione di ATP.

La sequenza dei sistemi redox nella catena respiratoria, viene logicamente stabilita in funzione dei loro potenziali ossido-riduttivi. Il potenziale più negativo è quello del sistema NADH+ H+/NAD+, segue un sistema trasportatore sia di H+ sia di elettroni che termina in un chinone: il coenzima Q.

Koch postula che il punto critico di tali processi sia proprio il chinone, ove il trasporto passa da protonico ad elettronico.

...Si presume che il semichinone (per i passaggi qui omessi rimando a specifiche trattazioni) agisca come tossina metabolica, se presente libero e ad elevata concentrazione. In questi casi è necessario legare il radicale in maniera differente, per ripristinare la respirazione cellulare. Ciò è possibile mercè la somministrazione di un altro chinone in diluizione omeopatica. Ad esempio fornire Parabenzochinone o Trichinoyl trasforma il semichinone in idrochinone, con liberazione della catena respiratoria e ripristino della funzione immunitaria; in pratica si agisce sulle deformazioni patologiche, contribuendo alla guarigione fisiologica.

Altro punto d'attacco dei Gruppi Carbonilici di Koch è rappresentato dal ciclo dell'aminoacetone. Sappiamo ad esempio che nella cellula neoplastica aumenta la concentrazione di lattato, con relativo deficit di metilgliossale e gliossale; somministrando queste due sostanze omeopatizzate si riconduce il metabolismo nella giusta direzione.
Infine i Gruppi Carbonilici di Koch agiscono sulla scissione dell'integrazione ospite-patogeno. Notoriamente in certe condizioni di allergia, o neoplasia, si crea un legame fra tossina, o virus, e gruppo respiratorio cellulare - ciò che Koch definisce Gruppo Carbonilico Funzionale (GCF) - attraverso un doppio legame azometinico. Questo è in grado di originare neoplasie o qualsivoglia allergia.

La somministrazione di un Gruppo Carbonilico Attivato determina il distacco fra tossina o virus e cellula-ospite, recuperando la funzione fisiologica; in pratica si ha deidrogenazione dell'atomo H e il radicale libero -C così formato lega O2 molecolare, divenendo un perossido del radicale libero; la seguente scissione crea ossido di azoto, CO2, ripristino del gruppo carbonilico e distruzione del patogeno.

Da questa complessa premessa si evincono le seguenti indicazioni terapeutiche, applicabili con successo anche in ambito pediatrico:

  • Malattie virali acute e croniche
  • Malattie allergiche e autoimmuni
  • Malattie neuro-muscolari
  • Malattie dermatologiche
  • Malattie cronico-degenerative
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