Medicina integrata

Diversi approcci per un'unica soluzione

Già dal documento dell'OMS "Salute globale entro il 2000", si è avvertita la necessità di operare in questo ambito seguendo un'ottica meno parcellare e più onnicomprensiva. Necessità non espressamente dichiarata per ovvie ragioni, ma praticamente attuata da quanti si rivolgono al tema della salute con scienza e coscienza.

Tramontata l'idea del morbo come agente causale unico, la patogenesi ha perduto quella supremazia concettuale sull'eziologia che di fatto non le appartiene. Ora siamo più consapevoli che salute è ben-essere in tutte le sue espressioni: ecologiche, urbanistiche, psicologiche. Abbiamo rivisto peraltro i concetti di epidemiologia clinica ed ambientale, ridimensionando la suggestione naturalistica e rielaborando i criteri dell'educazione sanitaria. Così collocati non possiamo più farci promotori di una fede scissionista e manichea, senza rischiare di apparire obsoleti.

L'evoluzione è costellata di corsi e ricorsi storici, come ben ebbe a dire Vico, ora positivisti e conservatori, ora rivoluzionari e pseudo-progressisti. Inutili diatribe accademiche e spreco di energie, oltre che di attimi preziosi per la salute dell'umanità. Fortunatamente l'intelligenza, nel senso etimologico latino, ha riscattato la corrente del pensiero contemporaneo, al di là e malgrado la bottom line delle lobby farmaceutiche, cosicché si perviene sempre più al concetto di Medicina Integrata come conditio sine qua non. Fra i medici circola un detto molto espressivo della sub-cultura finora imperante: "Gli internisti sanno tutto ma non sanno fare niente, i chirurghi sanno fare tutto ma non sanno niente, gli unici che posseggono entrambi i requisiti sono i patologi... ma ahimè arrivano troppo tardi." Questa storiella, non troppo lontana dal vero, ci esorta a fondere esperienze e competenze in un unicum conoscitivo, senza soluzione di continuità: la Medicina Integrata.

Ecco che la diagnostica amalgama l'antico sapere alla moderna tecnologia, come la pratica terapeutica non prescinde dall'ars curandi. Semeiotica convenzionale ed anamnesi omeopatica, diagnostica per immagini ed iridologia, nanotecnologie e diluizioni infinitesimali. Tutto converge, a dispetto dei luoghi comuni sul numero di Avogadro contrapposto alla memoria dell'acqua di Bienveniste. Solo il recupero di una visione olistica del pianeta uomo può garantire il conseguimento delle mete tradizionali della medicina. Per questa nobile ragione ho scelto d'integrare il mio sapere, senza preconcetti e senza preclusioni. Nell'interesse del malato ci corre l'obbligo, etico e deontologico, di dar fondo a tutte le risorse che sapienza e progresso ogni giorno dispensano specie a coloro che sanno interpretare come Arte la loro professione.

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